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| G.M.A.M.: PETER MOSER RACCONTA LA SUA "FIGLI DEL VENTO" |
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| Mercoledì 18 Aprile 2012 10:15 | |||
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Racconto dell'apertura della via "Figli del Vento" nella Valle del Sarca, realizzata con la Guida Alpina Alessandro Beber... La concentrazione di roccia della Valle del Sarca, una tra le maggiori a livello europeo, ha fatto sì che in questo luogo transitassero tutti i nomi noti dell’alpinismo, tra cui Manolo, Bassi, Mariacher, ecc. Ovviamente, la presenza di questi importanti personaggi ha fatto sì che questo luogo fosse la scuola per la nascita e lo sviluppo dell’arrampicata moderna. Chi raggiunge oggi la Valle del Sarca trova una sorta di “comprensorio” di vie, di varie difficoltà e tipologia: l’indirizzo prevalente è quello turistico, ma la cosa che adoro fare è andare a cercare quelle vie aperte, tanti anni fa, dai grandi di questo mondo. Oltre all’aspetto tecnico, sempre notevole, pensare di ripercorrere i passi di personaggi che hanno fatto la storia è qualcosa di indescrivibile. Nel corso degli anni ho ripercorso tantissimi itinerari, scoprendo ogni volta angoli nascosti o roccia incredibilmente bella. Quest’anno l’inverno è stato particolarmente mite, così la voglia di trovare un mio spazio in mezzo a tante altri percorsi si è fatta sempre più forte. Trovare un compagno di avventura non è mai facile: è richiesto parecchio tempo e fatica e non si è mai certi del risultato, soprattutto se si ci si pone come priorità il rispetto assoluto della roccia. Però le emozioni e l’adrenalina che si provano nell’aprire una nuova via sono completamente diverse dal semplice arrampicare e soprattutto notevolmente maggiori. Alla fine il compagno arriva: si tratta di Alessandro Beber che, oltre ad essere Guida Alpina, è un mio caro amico e compagno di parecchie ascensioni. E’ bello guardare da sotto la parete e intuire la linea, disegnarla e immaginarsi nei vari passaggi, non si sa nemmeno se ci si riesce ad alzare e già si immagina l’ultimo tiro… Il nostro stile è semplice: aprire dal basso, privilegiando al massimo l’arrampicata. Sin da subito la roccia ci esalta e sembra fatta per noi, offrendo un’arrampicata, sia di piedi che di mani, bellissima e sempre molto verticale. Più in alto l’inclinazione cambia e le canne la fanno da padrone: il vuoto esalta ogni movimento e l’apertura diventa davvero qualcosa di indimenticabile. Ottimi appigli e la roccia eccelsa ci permettono di affrontare al meglio anche gli strapiombi della parete. Il risultato di tanto lavoro è una via bella e veramente strapiombante e, personalmente, credo sia una tra le più belle della Valle del Sarca. Abbiamo deciso di chiamare la via “Figli del vento” dato che l’ora del Garda ha soffiato costantemente durante la nostra apertura, facendoci prendere un bel freddo in sosta. Per quando riguarda l’attrezzatura della via, sono stati inseriti spit a ogni tiro, ma ciò non toglie il rischio e l’ebbrezza di fare qualche bel “volone” nel vuoto più totale!!! La speranza è che la via possa piacere al pubblico nonostante non sia specificatamente ricollocabile nelle vie su roccia attuali: io e Alessandro abbiamo cercato di mantenere vivo, nel tracciare la via e nell’attrezzarla, quello spirito dell’alpinismo che, solo qualche decennio fa, proprio qui in Valle del Sarca, era il pane quotidiano di quei personaggi che hanno poi fatto la storia dell’alpinismo.
Relazione Via "Figli del Vento"
Nelle foto: Peter Moser nelle varie fasi dell'apertura della via "Figli del Vento"
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